1. Indice del potere fonoassorbente
2. Indice di prestazione energetica (EPI)
1. Indice del potere fono assorbente:
Rappresenta la capacità di un elemento della casa di isolare acusticamente l'ambiente interno dai suoni provenienti dal mondo esterno e viceversa. Le modalità con cui si propaga il suono da un ambiente all'altro sono diverse, e pertanto, anche le azioni necessarie per contrastare tale diffusione rispecchiano tale diversità.
L'energia sonora, di natura aerea (televisione, stereo, voci, traffico, etc.) o causata da un impatto, può passare attraverso un muro, un pavimento, un tetto, un serramento, etc.
La soluzione tradizionale è quella di realizzare pareti che abbiano un elevato peso per unità di superficie, ricorrendo ad elevati spessori o all'impiego di materiali ad alto peso specifico.
In realtà il meccanismo con cui una parete riduce l'energia sonora è molto più complesso e non riguarda solo la sua massa, ma coinvolge tante altre caratteristiche dei materiali usati. Proprio per questo motivo, l'impiego di materiali isolanti porosi consente di ottenere un ottimo isolamento acustico. Lo stesso è espresso dall'indice del potere fonoisolante Rw. Più il valore di Rw è alto, più la parete sarà in grado di proteggere dai rumori esterni.
2. Indice di prestazione energetica (EPI):
L'EPI è il valore sulla base del quale si definisce la classe energetica della casa e rappresenta la quantità di energia necessaria a riscaldare un metro quadrato di pavimento dell'abitazione in un anno, è espresso in kWh/(m2 anno). Una casa con basso indice di prestazione è una casa ad alta efficienza energetica.
Il riferimento attuale per la valutazione della classe energetica di un edificio è rappresentato dal modello CasaClima, che prevede le classi energetiche F, E, D, C, B, A, ORO.
Le biocase Barra&Barra rientrano nelle classi energetiche B, A e ORO.
• Classe B: caratterizzata da un valore di EPI inferiore o uguale a 50 kWh/m2 anno, pari a 5 litri/m2 anno (detta anche casa da 5 litri)
• Classe A: caratterizzata da un valore di EPI inferiore o uguale a 30 kWh/m2 anno, pari a 3 litri/m2 anno (detta anche casa da 3 litri)
• Classe ORO: caratterizzata da un valore di EPI inferiore o uguale a 10 kWh/m2 anno, pari a 1 litro/m2 anno (detta anche casa da 1 litro)
Determina la capacità dei materiali di attenuare e ritardare l'ingresso in ambiente dell'onda termica dovuta alla radiazione solare incidente sull'involucro edilizio. Essa dipende dallo sfasamento termico e dallo smorzamento termico. Un'elevata inerzia termica garantisce ottime prestazioni durante la stagione estiva e le migliora durante quella invernale.
L'isolamento termico dei fabbricati dall'esterno, comunemente detto "a cappotto", ha avuto le sue prime applicazioni alcuni decenni fa e ancora oggi costituisce uno dei sistemi di isolamento più efficaci sia per interventi sul nuovo sia sull'esistente. È un sistema che può essere utilizzato per tutti i tipi di pareti. Dal punto di vista tecnologico, esso comporta l'applicazione di un rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti dell'edificio, così da correggere i ponti termici e ridurre gli effetti indotti nelle strutture e nei paramenti murari dalle variazioni rapide o notevoli della temperatura esterna. Il sistema consente di mantenere le pareti d'ambito a temperatura più elevata, evitando fenomeni di condensa ed aumentando il confort abitativo.
Nel dettaglio la tecnica consiste nell'applicazione di pannelli isolanti sulla pareti esterne degli edifici, nella rifinitura con rasante a due strati da applicare "bagnato su bagnato" o in tempi immediatamente successivi l'uno dall'altro, con interposta rete di vario tipo ed infine con rivestimento superficiale di finitura.
Ciò garantisce la massima sicurezza del sistema e della sua durata nonché un'elevata resistenza agli urti.
E' il punto di una costruzione che presenta un flusso termico maggiore rispetto alle parti vicine o, più semplicemente, quando il comportamento termico di una parte dell'edificio differisce da quello delle parti circostanti. Esempi tipici sono rappresentati dai balconi e da tutte le parti costruttive isolate in modo inappropriato. Si parla di ponti termici geometrici e ponti termici costruttivi. I primi sono quelli che si presentano negli angoli, in coincidenza di variazioni di direzione delle strutture e degli elementi aggettanti. I secondi si manifestano invece nei punti in cui materiali ad alta conducibilità termica penetrano in un elemento strutturale che presenta una maggiore coibentazione: balconi in calcestruzzo senza isolamento, architravi non coibentati, pilastri in calcestruzzo che attraversano la muratura perimetrale. Alla base di un ponte termico quindi c'è sempre un difetto progettuale o di realizzazione. Gli effetti negativi sono: perdite di calore, condense superficiali, formazione di muffe, danni alle strutture, diminuzione del comfort termico e igrometrico. La regola principe per evitare i ponti termici è realizzare una coibentazione ottimale e soprattutto completa dell'edificio.
Relativamente ad una parete o ad un tetto, ne rappresenta la capacità di ritardare l'ingresso del caldo estivo in casa. Tale capacità dipende non solo dalla massa superficiale della parete ma anche dalla capacità termica degli elementi che la compongono, cioè dalla quantità di calore che essi sono in grado di assorbire. Per mantenere condizioni di benessere tale valore, espresso in unità di tempo, dovrebbe essere minimo di 8 ore. In questo modo le pareti e il tetto saranno in grado di accumulare il calore delle ore più calde (ritardando la sua entrata) e lo smorzamento, che gli elementi sono in grado di garantire, produrrà una riduzione del valore di temperatura.
Il presente parametro, comunemente trascurato nella progettazione convenzionale, è di grande influenza soprattutto nel determinare il COMFORT TERMICO estivo con notevoli ripercussioni sul RISPARMIO ENERGETICO.
Lo smorzamento termico infatti, indica quanto la temperatura interna risenta delle variazioni di quella esterna. Per cui, tanto più elevato è il suo valore, tanto più la temperatura interna tenderà a rimanere costante.
Dal punto di vista numerico è definito dal rapporto tra il valore dell'ampiezza dell'onda termica esterna e quello dell'ampiezza dell'onda termica interna.
La trasmittanza termica viene indicata come U termico e rappresenta il flusso di calore che passa attraverso un metro quadrato di superficie. È quindi un valore che indica la capacità di un corpo di trattenere il calore. Più il valore è basso e più il corpo è un buon isolante termico. La normativa italiana ha fissato dei valori limite di trasmittanza U per ogni componente dell'edificio, in funzione della zona climatica del Comune in cui è costruito.
Il D.Lgs. 311/06 ha suddiviso tutti i Comuni in 6 classi, indicate con le prime lettere dell'alfabeto, in funzione dell'andamento delle temperature. Per esempio Linosa è in classe A, molto calda, mentre Limone Piemonte è in classe F, molto fredda.