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Le costruzioni sostenibili e i nuovi materiali edili hanno conquistato anche il settore turistico. Negli ultimi anni, complice l’attenzione crescente dei consumatori e dei media nei confronti dell’ambiente, il settore del turismo ha visto una vera e propria rivoluzione, con una proposta sempre più orientata alla valorizzazione delle risorse naturali.

Possiamo dire che questo sia il caso del glamping. Il glamping è un’esperienza di campeggio “alternativa” e di lusso, che propone strutture e alloggi considerati molto più confortevoli del campeggio tradizionale. L’aspetto caratteristico del glamping è quello di enfatizzare la vicinanza con la natura, costruendo strutture in materiali naturali, sempre più immerse in un contesto completamente incontaminato.

Il glamping: il campeggio di lusso e sostenibile

Sono sempre di più i turisti che, in Italia e all’estero, scelgono di fare l’esperienza del glamping. Gli alloggi glamping sembrano quasi fondersi con la natura circostante, sfruttando elementi costruttivi sostenibili e a basso impatto ambientale. 

Case sull’albero, piccole baite, strutture immerse nella natura: tutto questo senza rinunciare ai comfort offerti da un hotel.

L’esperienza di “Laghi Nabi”

Laghi Nabi è un’oasi naturale nata dall’opera di bonifica lungo il litorale Domitio. Secondo quanto si legge da un’intervista del Sole24Ore ai promotori, si tratta di “un progetto di riconversione di cave dove dagli anni ’70 agli anni ’90 si era estratta la sabbia, 40 ettari di superficie rimasti abbandonati, su cui abbiamo investito con un progetto di rigenerazione ambientale, con un riuso per il turismo eco-sostenibile”.

Ciò che salta all’occhio è l’esigenza completamente rinnovata del turista di stare in pieno contatto con la natura. Il turista cerca un’esperienza di “immersione totale”, senza barriere. Per questo il glamping è la soluzione ideale per fondere questi desideri.

Il concetto di sostenibilità viene ancora più ampliato e valorizzato: le strutture sono in materiali naturali (ad esempio, legno, tessuti riciclati, canapa), sono spesso mobili e removibili, non impattano sull’ecosistema e offrono una piena integrazione con il contesto in cui si trovano. Un esempio?

Lo Shinta Mani Wild, lanciato di recente in Cambogia, è nato da un’idea del famoso architetto Bill Bensley. Si tratta di un glamping con 15 tende progettate su misura contenenti poltrone, bauli, foto e piccoli complementi d’arredo, con finestre in rete che si affacciano sul verde della foresta. 

Le strutture si trovano praticamente a ridosso del fiume. La fauna selvatica e la natura sono le principali attrazioni, con la giungla che ospita elefanti selvatici, orsi, gibboni e tigri. Gli ospiti possono seguire gli animali con ranger dedicati ed esperti di conservazione del patrimonio naturale.

Se, fino a qualche anno fa, gli hotel puntavano tutto sulla spettacolarità delle loro camere, ora le necessità sono cambiate. Si punta soprattutto sulla spettacolarità della vista, dell’esperienza e di un nuovo modo di vivere “wild”, riconnessi con la natura. In più, il settore dell’hotellerie punta anche alla valorizzazione del territorio: con queste strutture, si può restituire nuova vita ad un territorio e creare nuovo lavoro. Il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.

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