Risanare un immobile già esistente non è sempre la soluzione migliore. Demolire per ricostruire una casa in legno è una via perseguibile in tutti quei casi in cui, per motivi di sicurezza o di inefficienza energetica, non è possibile lavorare su un risanamento.

La demolizione di un vecchio rudere può lasciare il posto ad una casa in bioedilizia costruita secondo parametri di efficienza energetica e affidabilità estremamente rigorosi, impiegando materiali naturali e sostenibili.

Inoltre, da non sottovalutare il fatto che la demolizione seguita da ricostruzione di casa in legno permette di accedere a notevoli detrazioni fiscali, tra cui anche il nuovo Superbonus 110%. Possiamo dire, dunque, che questo processo offre opportunità anche dal punto di vista economico, oltre che funzionali. Ecco tutto quello che devi sapere per demolire e ricostruire un edificio.

Demolizione e ricostruzione di una casa in legno: cosa devi sapere

Ci sono diversi casi in cui può essere valutato un processo di demolizione e ricostruzione: una vecchia casa ricevuta in eredità, l’acquisto di un rudere a un prezzo conveniente, la necessità di efficientare un’abitazione sono solo alcune delle possibilità.

I benefici che ne puoi trarre sono molti, sia di natura economica, sia di natura funzionale. Vediamo ora come funziona questo processo.

La demolizione di un vecchio edificio e la ricostruzione: cosa dice la legge

La demolizione e ricostruzione è una pratica regolata dalla legge. In particolare, se ne fa menzione nel Testo Unico in Materia Edilizia all’articolo 3, dove alla lettera D sono riportate specifiche sul tema:

“interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza

Perché scegliere di demolire e ricostruire?

Anche se, in apparenza, può sembrare una scelta più drastica rispetto alla “semplice” ristrutturazione di un immobile, la demolizione è talvolta la via più conveniente per ottenere una costruzione davvero sicura ed efficiente.

I vantaggi di questa scelta sono molteplici:

  • Generalmente la demolizione e ricostruzione comporta minori restrizioni burocratiche. Il progetto edilizio che presenterai per l’approvazione e la concessione dei permessi potrebbe essere approvato con maggiore facilità
  • Con le case in legno migliora l’efficienza energetica e diminuiscono le spese per il mantenimento di un immobile. Inoltre, avere una biocasa significa anche poter contare su maggiore affidabilità e su standard di sicurezza elevati in caso di sismi o incendi
  • La ricostruzione di una casa in legno ha dei tempi più veloci. In media, per costruire una casa in legno, sono necessari 6-7 mesi
  • La demolizione e ricostruzione di una biocasa permette di accedere a interessanti detrazioni fiscali, dall’Ecobonus al nuovo Superbonus 110%

Come accedere al Superbonus 110% con demolizione e ricostruzione

Vediamo ora un caso reale di applicazione del Superbonus 110% per demolizione e ricostruzione di una casa in legno.

Supponiamo che il signor Mario Rossi acquisti un rudere composto da una parte abitativa di circa 150 mq (450 mc). Il Sig. Rossi può decidere di demolire e ricostruire il fabbricato, beneficiando così del Superbonus al 110%. 

In questo caso, la spesa massima consentita per un edificio unifamiliare sarà pari a € 278.000, così suddiviso: € 50.000 per l’isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, € 30.000 per la sostituzione del generatore di calore e circa € 54.000 per i serramenti ed eventuali oscuranti; inoltre il Superbonus contempla un limite di spesa fissato a € 96.000 per Sismabonus, sempre che il terreno si trovi in zona sismica diversa dalla 4, e di € 48.000 per la realizzazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete.

L’accorgimento da seguire riguarda i materiali utilizzati, che devono rispettare i criteri ambientali minimi stabiliti dalla normativa.

Per un’abitazione di circa 150 mq come quella del Sig. Mario saranno giustificabili circa € 200.000, che potrà detrarre dalle imposte sul reddito suddividendo il beneficio in 5 quote oppure cedere a istituti di credito. 

Specifichiamo anche che, per accedere al bonus, gli interventi devono generare un miglioramento di almeno due classi energetiche, dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica pre e post intervento.

In conclusione, se il Sig. Mario spendesse per la sua casa € 250.000/270.000, beneficerebbe di una detrazione di circa € 200.000.

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