Lo sfasamento termico delle pareti delle case in legno è una tematica molto importante da affrontare: è a questo valore, infatti, che è legata la capacità di un immobile di proteggersi dal calore estivo.

Abbiamo parlato spesso di isolamento termico in questo blog e di come proteggere la casa in legno dal freddo invernale. Altrettanto importante è capire come proteggersi dal caldo estivo e come raggiungere un comfort interno in tutte le stagioni.

Il valore di sfasamento è influenzato da alcuni parametri, importanti da comprendere per conoscere la capacità di isolamento della propria casa. Ma entriamo nello specifico e vediamo cosa si intende per sfasamento termico, come si calcola e perché è importante conoscerlo.

Guida al valore di sfasamento delle pareti delle case in legno

Il tema dell’isolamento domestico è centrale per chi desidera una casa davvero efficiente dal punto di vista energetico. Sappiamo che materiali come la fibra di legno o la lana di roccia garantiscono altissimi livelli di isolamento dalle temperature esterne. Ci sono anche altri fattori che intervengono nel processo di miglioramento dell’isolamento termico degli edifici: vediamo insieme quali sono e quali indicatori prendere in considerazione.

Cos’è lo sfasamento termico

Quando parliamo di sfasamento termico facciamo riferimento alla differenza di tempo che intercorre tra il momento in cui si registra la massima temperatura sulla superficie esterna della casa in legno e quello in cui si registra la massima temperatura sulla superficie interna corrispondente. 

In altre parole, questo parametro indica il tempo che il picco dell’onda termica estiva impiega per penetrare attraverso un involucro dall’esterno all’interno (per involucro intendiamo, ad esempio, muri e tetti). 

Cosa influenza il valore dello sfasamento termico?

Ci sono diversi elementi che influenzano questo parametro:

  • L’inerzia termica, vale a dire la proprietà fisica dei materiali che definisce la rapidità con cui questi cambiano la propria temperatura, in relazione a quella dell’ambiente esterno e o ad una fonte di calore interna
  • La massa volumica del materiale
  • La capacità di ciascun materiale di assorbire e trattenere il calore. Se il materiale ha un’alta capacità termica, egli rilascerà il calore negli ambienti più lentamente (possiamo parlare, in casi come questo, di “smorzamento”)

Più lo sfasamento è alto, più tempo ci vorrà per consentire al caldo di passare dall’esterno all’interno dell’involucro. Come potrai capire, soprattutto in un Paese con un clima mediterraneo come l’Italia, questo parametro assume un valore centrale, al pari della trasmittanza, che invece ha a che fare con l’isolamento termico (te ne abbiamo parlato in questa guida)

Come si calcola il valore di sfasamento termico

Per calcolare lo sfasamento termico, è utile seguire quanto definito dalla UNI EN 13786; alla base del calcolo vi sono tre parametri dei prodotti edili:

  • λ= conduttività termica (W/mK)
  • ρ= densità (kg/mc)
  • c= capacità termica massica (J/kgK)

Per semplificare, possiamo dire che la conduttività termica indica la capacità dei materiali di trasmettere il calore. La densità è invece il rapporto tra la massa e il volume della stessa sostanza. Infine, la capacità termica massica indica il rapporto che c’è fra il calore scambiato tra il corpo e l’ambiente e la variazione di temperatura che ne consegue.

Se stai pensando di progettare la tua casa in legno, non sarà ovviamente necessario che tu svolga personalmente questi calcoli; ti basti capire che il valore di sfasamento è legato a questi parametri e che gli ingegneri che si occuperanno della progettazione della tua casa dovranno tenere in considerazione tutti questi elementi per avere una migliore prestazione estiva.

Per massimizzare i risultati, infatti, è importante avere un buon isolamento termico, densità e capacità di assorbire energia.

Cosa dicono le normative

Per quanto riguarda le normative, l’indicatore di sfasamento ha avuto una comparsa relativamente recente nelle leggi italiane correlate alla costruzione. 

Il DM 26/06/2009 ha definito lo sfasamento come il “ritardo temporale tra flusso termico entrante nell’ambiente interno e massimo della temperatura dell’ambiente esterno”.

Per ottenere un comfort estivo sufficiente, il decreto parla di un valore minimo di 10 ore. Un ottimo valore è invece superiore alle 12-13 ore. Le ore in più permettono infatti di far entrare il calore all’interno dell’edificio dopo il picco di caldo (che corrisponde alle primissime ore del pomeriggio), portandolo in fascia serale; durante la sera, la temperatura esterna si abbassa ed è possibile anche aprire le finestre. 

In questo contesto vanno presi in considerazione anche gli eventuali carichi di calore interni, ossia fonti di calore generatesi all’interno della casa che possono far alzare la temperatura degli ambienti; parliamo ad esempio della mera presenza di persone, l’utilizzo della cucina o degli elettrodomestici.

Cosa è importante per avere un elevato valore di sfasamento delle case in legno

Abbiamo detto che per garantire un benessere in casa anche in estate è importante avere un’elevata inerzia termica dell’involucro. Ci sono una serie di attenzioni che concorrono a raggiungere questo parametro che dipende dallo spessore dei materiali, dalla capacità termica e dalla conduttività.

Ad esempio:

  • La scelta dei materiali da utilizzare nell’isolamento di muri e tetto è fondamentale. Materiali come la fibra di legno hanno un elevato sfasamento e, pertanto, sono indicati per raggiungere ottime performance anche in estate
  • Schermare i vetri dall’irraggiamento diretto del sole è utile per prevenire il surriscaldamento degli interni della casa

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